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Si delineano sempre più i contorni del “decreto maggio” che, nell’ambito delle misure straordinarie adottare dall’esecutivo per l’emergenza sanitaria in corso vi è, tra le altre, quella che raddoppia le detrazioni per ecobonus, sismabonus e solare.

A spingere l’esecutivo verso tale scelta sembra sia stata una stima del Tesoro che prevede un aumento del +35% di lavori nei settori interessati.

Difatti, con tale provvedimento possiamo tranquillamente affermare che l’intervento sarà totalmente a carico dello Stato che, consente, di detrarre addirittura il 10% in più della somma spesa per l’intervento. Come riportato in precedenza, il Dipartimento finanze stima, ora, che le spese per sistemare le case italiane dopo la nuova legge possano salire del 30-35.

La nuova norma incentiva la riconversione energetica e lo sviluppo del patrimonio immobiliare, con forti detrazioni fiscali dilazionate su cinque anni.

La principale novità riguarda l’aumento delle aliquote di detrazione, fino al 110%, per interventi di riqualificazione energetica e messa in sicurezza degli edifici.

Da luglio, e per 18 mesi, le aliquote detraibili per gli interventi di efficientamento energetico (il cosiddetto “ecobonus” della vecchia legge) e antisismico (“sismabonus”), rispettivamente del 65% e del 50% dei lavori, saliranno al 110%. E la detrazione al 110% varrà anche per altri lavori di riqualificazione energetica, restauro facciate o installazione di impianti fotovoltaici per produrre elettricità.

Per gli interventi di isolamento termico, per giovare delle detrazioni in oggetto, occorre che il ripristino interessi le superfici opache verticali e orizzontali dell’involucro dell’edificio. In parole povere, il cappotto termico deve interessare più del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio.

Il tetto di spesa per questo singolo intervento sarà di 60mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari dell’edificio.

A titolo meramente esemplificativo, se il signor Tizio svolge lavori che ricadono negli interventi considerati per 10 mila euro, riceverà alla dichiarazione dei redditi una detrazione pari al 110% della fattura (qui 11 mila euro), da usare in compensazione per 2200 euro l’anno in cinque dichiarazioni.

I lavori agevolati, che sono preclusi alle imprese (ma non alle associazioni, alle fondazioni e a chi opera nel terzo settore, dove il credito d’imposta previsto è il 100%), hanno delle soglie massime.
Fino a 60 mila euro “per numero di unità immobiliari” (nel caso di abitazioni in condominio) per interventi di isolamento termico; fino a 30 mila euro per numero di unità immobiliari per quelli sulle parti comuni e sulla climatizzazione; fino a 10 mila euro per numero di unità immobiliari per quelli sulle caldaie a gasolio (almeno di classe A); fino a 48 mila euro, o 2.400 euro per Kwh di potenza nominale, per gli impianti fotovoltaici.

Il credito sarà cedibile a terzi di ogni tipo senza limiti. Nel caso il committente lo giri all’impresa che fa i lavori, li otterrà senza versare un euro: lo sconto applicato sarà identico alla fattura (100%), poi l’impresa recupererà il credito d’imposta in cinque anni dalle sue tasse. Se invece chi fa i lavori cederà il credito fiscale a una compagnia assicurativa, potrà beneficiare del 90% della somma per stipulare una contestuale polizza su rischi di calamità (finora quella detrazione è del 19%).
Un’opzione alternativa, prevista cambiando le norme sulla cedibilità delle detrazioni, consente a chi commissiona i lavori o all’impresa che li fa di vendere a banche o altri intermediari la detrazione, per dare liquidità immediata all’edilizia, alle condizioni commerciali applicate dalle banche.

In pratica, il soggetto che fa i lavori ha anche un’altra strada: a fronte della cessione della detrazione fiscale, riceverà uno sconto del 100% del costo dei lavori da parte dell’impresa che li ha effettuati. Non spenderà nulla, ’vendendo’ la maxi-detrazione all’azienda edile; anche le imprese, una volta effettuato il lavoro, avranno due strade: utilizzare in 5 anni il credito d’imposta ottenuto, oppure ’cederlo’ a loro volta a soggetti terzi, come gli istituti bancari.

Oltre ciò, come oramai noto, l’intervento di riqualificazione totale risulta ancor più vantaggioso se si considera che esso consente di ridurre circa il 50-60% delle spese per il gas e, in maniera significativa, anche quelle per l’elettricità, perché in estate servirà un uso minore dei condizionatori”. In molti casi, la scelta di un “cappotto” all’edificio è ottima, ma va dimensionato per la zona climatica.

Inoltre, appare opportuno rappresentare che le agevolazioni in oggetto non hanno una durata illimitata. Occorre tener presente che, dalle prime indicazioni dell’esecutivo, i lavori di ristrutturazione dovranno avvenire dal primo luglio 2020 e si arriva fino al 31 dicembre 2021, in pratica c’è un anno e mezzo di tempo.

Roma, 8 maggio 2020
Avv. Vincenzo Zecchino

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